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Basterebbe
 
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Basterebbe consumare molti CIBI CRUDI o alimenti di base (yogurt intero, pasta integrale, riso, cereali per la colazione non zuccherati) per fare una buona scorta di fibre, minerali, enzimi che facilitano la digestione e vitamine, elevando la qualità energetica e nutrizionale della nostra alimentazione, ed evitando torpore e gonfiore dopo i pasti. 

Basterebbe consumare sale marino integrale per avere una scorta naturale di magnesio, manganese, selenio e iodio nelle stesse proporzioni in cui sono presenti nel nostro plasma sanguigno, anziché andare a pagare a caro prezzo questi elementi nelle confezioni di integratori alimentari. Il sale raffinato e bianchissimo normalmente in commercio, infatti, è puro cloruro di sodio: gli altri importantissimi elementi sono eliminati con un processo innaturale di essiccazione in altiforni per evitare che il magnesio, che ha un elevato potere assorbente dell’umidità, faccia diventare “bagnato” tutto il sale. Di fatto, per salvare “l’aspetto” e l’imballaggio si impoverisce disastrosamente il valore nutrizionale del sale marino.


CONDIVIDETE LA VOSTRA VITA GREEN

Vero boom dei social network a tema ambiente: gli utenti raccontano il loro stile ecologically correct e bacchettano le imprese che non rispettano la natura.

www.youimpact.it
è una piattaforma per condividere video, foto e podcast sui temi ambientali. Ogni volta che si posta un contenuto, di salva 1 mq di foresta.

www.makemesustainable.com
è un network-personal trainer che allena alla vita eco. L’utente seleziona azioni green e le condivide, il personal trainer dice come si incide sulla salvaguardia dell’ambiente.

www.dotherightthing.com
per consigliare alle multinazionali come ridurre l’impatto ambientale.
www.supergreenme.com
ogni giorno un consiglio per una vita a zero sprechi.

Come capisco se un abito è ecologico? 

Non è semplice, perché la filiera della produzione dell’abbigliamento è molto complessa e non c’è un sistema di riferimento normativo, né italiano, né europeo, molto chiaro.
E’ dunque opportuno scegliere preferibilmente tessuti naturali (lino, cotone, canapa) organici e in tinte chiare, perché il fissaggio dei colori scuri è ottenuto con mordenti piuttosto inquinanti. Poi è bene cercare i (pochi) marchi che offrono garanzie, quali Pura Lana Vergine, ICEA (che certifica i tessuti biologici) e Fair Trade. Quest’ultimo certifica l’eticità del prodotto, ma oggi sostenibile ed etico sono concetti quasi sempre interconnessi.


Le buone spezie di Glocandia

 Ricchi di vitamine e minerali, i semi sono gustosi e hanno proprietà benefiche, validi sostituti dei condimenti meno sani. Ecco alcuni segreti per utilizzarli al meglio:

Aneto: è digestivo e antifermentativo, e assai utile contro il singhiozzo. E’ ideale sul pesce, nelle minestre e nelle tisane, e per insaporire le tartine al formaggio di un aperitivo.

Coriandolo: è digestivo e antifermentativo, e ottimo per chi soffre di colon irritabile dovuto allo stress. Ha un lieve sapore di limone e va tritato all’ultimo momento. Insaporisce pesce e sughi, ed è curativo nelle tisane insieme all’anice e al finocchio.

Girasole: è ricco di acidi grassi insaturi come la vitamina F, utile nell’equilibrio del sistema nervoso, ai processi di coagulazione del sangue e alleato della pelle. E’ ottimo negli impasti di pane e biscotti e nelle insalate. Due cucchiai di semi centrifugati nella spremuta d’arancia hanno un effetto anticolesterolo.

Papavero: ha una blanda azione sedativa. Dal delicato sapore di frutta secca, è buono sul pane, nelle torte fatte in casa, nelle insalate. Aggiunto al burro sciolto è un condimento veloce e saporito per la pasta all’uovo.

Sesamo: è un remineralizzante (calcio, potassio, fosforo), consigliato a chi è affaticato e alle donne adulte che vogliono prevenire l’osteoporosi. La sesamina limita anche l’assorbimento del colesterolo. Usatelo sul pane, nelle zuppe e sulle verdure.

Senape Gialla: è un buon rimedio per chi ha problemi di fegato perché favorisce i processi biliari, ed è un buon digestivo. E’ ottimo per aromatizzare insalate e verdure cotte, non ha profumo ma ha un sapore molto piccante!

L’ortica: davvero l’abito non fa il monaco

 E’ una delle piante selvatiche più utilizzate sia in campo alimentare, sia curativo: aiuta l’intestino, combatte il diabete, i reumatismi, la caduta dei capelli ed è depurativa e diuretica. Come pianta curativa, è meglio raccoglierla (con guanti di gomma, maniche e pantaloni lunghi!) a fine estate, quando la pianta è fiorita, tagliandola a 10 cm dal terreno, per poi fare essiccare le foglie e sminuzzarle.

L’infuso è il modo più semplice per utilizzare la pianta, basta versare una tazza di acqua bollente su un cucchiaio di foglie essiccate e sminuzzate, lasciar riposare per almeno 20 minuti e berne 3-4 tazze al giorno, anche fredde, per 20 giorni. Questo trattamento cura i reumatismi, depura il sangue soprattutto in presenza di foruncoli e dermatosi dovuti a disordini alimentari e difficoltà ad eliminare le tossine, è estremamente efficace per eliminare il catarro dai bronchi e dai polmoni, regolarizza le funzioni intestinali, combattendo sia stitichezza che diarrea, arresta i flussi mestruali troppo abbondanti e combatte lo stress fisico e psichico.

Il decotto di radice è molto energetico e molto efficace contro la caduta dei capelli. Occorre far bollire due manciate di radici essiccate in mezzo litro di aceto per 10 minuti, frizionare il cuoio capelluto alla sera prima di coricarsi, e lavare la testa al mattino.

La pomata si ottiene sciogliendo 250 gr di cera d’api sbiancata in un recipiente a bagnomaria, versandovi 30 gr di ortica essiccata e facendo cuocere il tutto a fuoco bassissimo per circa 2 ore. Si filtra il liquido ancora caldo con un telo e, usando guanti di gomma, si spreme bene il tutto che poi va riposto in un vasetto. La pomata si usa per i reumatismi, l’artrite, le distorsioni, le emorroidi, la sciatica, le tendiniti, le bruciature, le punture d’insetto.

Per la cucina è invece meglio raccogliere i getti giovani e freschi in primavera o in autunno, quando – dopo il taglio del fieno – crescono i nuovi getti, possibilmente dopo la pioggia. Dopo averli raccolti con l’usuale prudenza, si lasciano riposare per almeno 12 ore, poi li si cuoce e da questo momento non sono più urticanti, al contrario sono morbidissimi.

Polpette di ortica: bollite 600 gr di foglie di ortica in acqua NON salata, tritatele finemente e amalgamatele con 400 gr di patate, 3 uova, 2 spicchi d’aglio, del parmigiano grattugiato, sale, pepe e noce moscata. Fate delle polpette e passatele nella farina. Friggetele in olio d’oliva.

Frittata di ortica ed erbe montane: lavate 4 manciate di erbe montane (ortica, foglie di primule e spinaci selvatici) e sbollentatele per pochi minuti in acqua NON salata, scolatele strizzandole ben bene e tritatele. In una terrina sbattete 4-5 uova, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, 1 spicchio d’aglio tritato, sale, pepe e le erbe amalgamando il tutto. Il mix per la frittata o le frittelle è pronto.

Cibi e colori: che cosa scegliere?

 Peperone rosso batte peperone giallo, anche se di poco. Sono entrambi ricchi di carotenoidi, precursori della vitamina A, ma il peperone rosso contiene anche un discreto quantitativo di licopene, che è un potente antiossidante.
Pomodoro rosso straccia pomodoro verde, perché è ricchissimo di vitamina C e licopene. Quello verde, cioè non maturo, è ricco di solanina, che è una tossina.
Patata gialla pari a patata rossa se sbucciate: ma la buccia di quella rossa ha un surplus di antiossidanti, e molte ricette prevedono la patata non sbucciata.
Mela rossa e mela verde... dipende, anche qui è una questione di buccia. Quella rossa è ricca di piruvato, che stimola il metabolismo, quella verde contiene una maggiore quantità di vitamina C.
Verza viola e verza verde... dipende: in quella viola dominano gli antociani, pigmenti che svolgono un’azione benefica per la circolazione venosa. Quella verde è ricca di clorofilla che è rivitalizzante e stimola la circolazione linfatica.
Perde l’uva bianca contro l’uva nera, ma con onore: quella nera è una fonte straordinaria di resveratrolo, uno degli antiossidanti più efficaci, ma quella bianca è utile per la salute del cuore.

Deodoranti Naturali
I deodoranti più efficaci sono quelli che contengono sali di alluminio. Non sono affatto cancerogeni, come si temeva un tempo, ma rischiano di creare infiammazione ai dotti sudoripari. Ecco l'alternativa naturale, una deocrema efficace fatta in casa: si scalda 1 cucchiaio di burro di karité e 1 di olio vegetale, si aggiunge 1 cucchiaio di amido di mais e 1 di bicarbonato. Si miscela e si conserva in un vasetto.

 
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